Mobili in Legno Naturale: 24 Esempi Fantastici

In questi ultimi anni, con l’esplosione delle grandi catene per l’arredamento, siamo sempre meno abituati ad avere a che fare con mobili realizzati artigianalmente, con legni pregiati ed altri materiali, in grado di suscitare sensazioni piacevoli al tatto e alla vista. La maggior parte di mobili e complementi d’arredo oggi sono realizzati in listellare, truciolare, multistrato e tamburato, e ovviamente il costo di essi è molto inferiore rispetto ai mobili realizzati in legno. Ciò che vogliamo mostrarvi in questo libro delle idee sono mobili in legni pregiati, come ebano, ciliegio, noce, bambù e tanti altri, plasmati in forme eleganti, grazie al lavoro di artigiani superbo degli artigiani, e adatti per essere introdotti in ambienti di qualsiasi stile.

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Pier Luigi Nervi

 

Nèrvi, Pier Luigi. – Ingegnere, architetto, costruttore italiano (Sondrio 1891Roma 1979). Si dedicò particolarmente allo studio delle strutture metalliche e in cemento, raggiungendo risultati assai importanti, sia nel campo strettamente tecnico sia nel campo figurativo. È stato il primo ad adottare la prefabbricazione nelle grandi strutture.

 

Laureato in ingegneria civile a Bologna (1913), ha svolto l’attività professionale con studio in Roma (dal 1923, Nervi e Nebbiosi; dal 1932, Nervi e Bartoli; dal 1955, Studio Nervi, con i figli Antonio, Mario e Vittorio); ha insegnato Tecnica delle costruzioni e Tecnologia dei materiali (194562, Roma, facoltà di architettura). Tra i numerosi riconoscimenti conferiti a N., si ricordano le lauree honoris causa  ricevute dalle principali università di tutto il mondo.

Si è dedicato particolarmente allo studio del cemento armato, realizzando nuovi procedimenti costruttivi specie nel campo della prefabbricazione strutturale, che hanno ampliato notevolmente gli orizzonti dell’architettura (il nuovo tipo di cemento da lui inventato è conosciuto con il nome di ferro-cemento). L’architettura di N., che si distingue anche per arditissime realizzazioni tecniche, si basa sul presupposto che non vi sia alcun contrasto tra la risoluzione «statico-costruttiva» di un problema architettonico e il suo risultato estetico. Lo stadio comunale di Firenze (193032), la prima delle sue opere importanti, si presenta come esempio di una nuova architettura, nella quale il cemento non mascherato dimostra una potenza espressiva. Con le due aviorimesse a strutture geodetiche di Orvieto (193538) e le sei a elementi prefabbricati di Orvieto, Torre del Lago e Orbetello (193942), tutte distrutte durante la guerra, N. studiò ulteriormente il problema dell’alleggerimento delle strutture. Compì anche studi sull’utilizzo del ferro-cemento nelle costruzioni navali (ketch da crociera Nennele, 1948). Il Palazzo delle esposizioni di Torino (194749) con le immense volte realizzate con elementi prefabbricati, è tra le opere più riuscite insieme al Palazzetto (195657, con A. Vitellozzi) e al Palazzo dello sport (195859) a Roma, alla sala delle conferenze del palazzo dell’UNESCO a Parigi (195357, con M. Breuer e B. Zehrfuss), alla cartiera Burgo a Mantova (1963). Oltre alla progettazione strutturale del grattacielo Pirelli a Milano (195559, arch. G. Ponti), la più alta realizzazione in cemento armato, tra le sue opere si ricordano: il ricostruito Stadio Flaminio a Roma (195759); Palazzo del lavoro per l’Esposizione internazionale di Torino (1961; risistemato come Bureau du travail, 1965; copertura con piastre a fungo in struttura metallica); ponte del Risorgimento a Verona (196368); stazione per autolinee al ponte G. Washington di New York (1966); aula delle udienze in Vaticano (1971); Bureau international du travail a Ginevra (196678, con E. Beaudoin e A. Camenzid). Ha scritto, tra l’altro, Scienza o arte del costruire? (1945), Costruire correttamente (1955), Aesthetics and technology in building (1965)

Centro per il legno

Invisible Studio è stato incaricato di costruire due nuovi edifici per un centro di gestione di un arboreto nel Gloucestershire, nel Regno Unito. Per le nuove costruzioni gli architetti hanno utilizzato gli alberi dell’area boschiva – in quanto il cliente disponeva di abbondanti risorse che non aveva precedentemente sfruttato. Di conseguenza tutto il legname utilizzato è stato coltivato e utilizzato in loco, senza subire ulteriori trattamenti.
Il primo edificio è una piccola sala mensa che offre spazi dedicati al personale e ai volontari, per rilassarsi e prendersi tempo. Contiente anche magazzini e strutture per la manutenzione. Questo piccolo edificio in stile capanna ha una qualità quasi fiabesca. La sua posizione è stata determinata dalla presenza degli alberi intorno ad esso, mentre il tetto ha la forma di un paraboloide iperbolico, modellata dal sole d’inverno. È stato infatti progettato in modo da consentire, durante i mesi invernali, l’ingresso della luce del giorno nel cortile posteriore. L’interno è semplice e spoglio, con due stanze e un magazzino rivestiti interamente di compensato.

Il legno utilizzato per gli edifici del centro – progettati da Invisible Studio a Tetsbury, Regno Unito – è stato coltivato e assemblato in loco, senza subire ulteriori trattamenti.

Sorgente: Centro per il legno