L’energia della nostra casa

iStock_000084474059_Large (1)

Un caffè caldo ed un bel libro dalle pagine fruscianti sono i migliori compagni di un pomeriggio d’inverno; ma prima di tutto è il calore della nostra casa a scioglierci nel dolce abbraccio di quelle pagine.

E qui viene la parte difficile.

Nel nostro paese il patrimonio edilizio è composto in massima parte da edifici troppo vecchi per poterci garantire livelli di comfort adeguati agli standard del mondo contemporaneo, senza affrontare una spesa energetica spesso proibitiva. Si calcola (fonte: Sole24ore) che quasi la metà degli edifici delle nostre città abbia più di quaranta anni: va da sé che con un parco abitazioni in questo stato difficilmente si possa pensare di ottenere prestazioni performanti da un punto di vista termico.

E’ un problema che crea disagi a molti livelli.

Innanzi tutto è un danno per le nostre tasche: l’energia è uno dei beni più costosi del bilancio familiare ed un edificio in cattivo stato è decisamente energivoro. Come se versassimo acqua in un secchio bucato, spesso ci ritroviamo a riscaldare ambienti che non riescono a trattenere questo prezioso calore e lo disperdono all’esterno, costringendoci ad aumentare il tempo o l’intensità del riscaldamento.

In secondo luogo si accelera la riduzione delle scorte di energia. Le fonti energetiche che in larga parte usiamo oggi nelle nostre abitazioni non sono infinite: prima o poi si esauriranno ed a quel punto in pochi decenni avremo depauperato il nostro pianeta di risorse che si sono formate in milioni di anni. Se anche questa prospettiva dovesse essere lontana, il declino degli approvvigionamenti peserà comunque sul prezzo dell’energia perché si investiranno somme sempre maggiori per trovarla ed estrarla.

In ultimo, ma non certo per importanza, c’è il problema ambientale: anche se per magia tutte queste risorse fossero infinite, e data la sovrabbondanza il costo fosse irrisorio, perché ricorrere oltre il dovuto ad un prodotto che per essere raffinato, stoccato, distribuito e consumato crea squilibri ambientali che verranno pesantemente pagati dalle generazioni future?

Fortunatamente c’è l’altra faccia della medaglia.

63203237_thumbnail

Ed è la faccia dove grazie ad anni di cultura e di ricerche si è giunti ad una maggiore consapevolezza ambientale e ad una profonda capacità tecnica: da una parte siamo sempre più in grado di ricorrere efficacemente a fonti di energia che non lascino una pesante eredità ai nostri figli, le cosiddette “rinnovabili”; dall’altra abiamo imparato a costruire case che anche di queste energie consumano poco, pochissimo o addirittura nulla. La strada è ancora lunga ma anche grazie ad un impianto di norme che è cresciuto negli anni, oggi si è creata una filiera virtuosa fra produttori, costruttori, progettisti, tutta orientata alla realizzazione di edifici sempre più performanti. Resta da rafforzare l’anello debole di questa catena: il committente che sempre più deve essere messo in condizione, economicamente e culturalmente, di mettere in moto una macchina dalle grandi potenzialità.

Per poi leggersi un bel libro al caldo.

Lascia un commento