Volta la carta

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Per quella parete spoglia le abbiamo provate proprio tutte: il bianco è banale ma nessun colore ci soddisfa, quadri non ne abbiamo e poi sono troppo piccoli, si potrebbe tentare con una mensola e dei libri… Ma, una bella carta da parati?

No, che idea antica!

Un attimo. Ne siete proprio sicuri?

La carta da parati è una delle soluzioni di arredo di interni più antiche: l’uso in Europa è riscontrato prima ancora dell’invenzione della stampa e i rotoli di carta provenienti dalla Cina venivano allora finemente decorati a mano. Nei secoli il suo uso si è diffuso man mano che si diffondeva la classe di agiati borghesi che potevano permettersi residenze riccamente rifinite.

Ma la vera esplosione di questo tipo di decorazione fu il movimento arts and crafts: la scuola che plasmò il moderno concetto di design produsse una quantità di decori a stampa dedicati alle carte da parati che ancor oggi fanno storia: i motivi floreali disegnati da William Morris definirono lo stile liberty e ancora oggi identificano con chiarezza quegli anni di fermento. L’ultimo slancio la carta da parati lo ebbe negli anni settanta: una gran produzione di grafiche psichedeliche e soprattutto la scoperta della terza dimensione: piccoli rilievi che davano matericità alla parete.
Con questa immagine si è congelato il nostro immaginario ed oggi spesso se qualcuno accenna alla carta da parati lo guardiamo un po’ imbarazzati, straniti dalla proposta demodée.

Niente di più sbagliato.
Le tecniche di stampa digitale in grande formato ed alta definizione hanno letteralmente fatto esplodere il settore delle carte da parati. Che ovviamente si sono fatte innovative e non vogliono più essere chiamate con un nome così antico: ora infatti si chiamano wallcovering.

Ma cosa sarebbe successo di così rivoluzionario?

La stampa digitale ha liberato i disegnatori dalla gabbia del motivo seriale: il disegno infatti era pensato per poter essere ripetuto su tutte le fasce facendo coincidere le linee del disegno lungo i bordi di giunzione. Ora il vincolo tipografico non esiste più ed il disegno è libero di correre anche per tutta la lunghezza della parete.
La fantasia dei designer si è espressa in ogni modo: possiamo avere foreste in alta definizione, primissimi piani di fiori, gigantografie di volti umani, stampe d’epoca, skyline metropolitani, trompe l’oeil, riproduzioni di manoscritti, mappe geografiche e mille altri tipi di motivi; se non fossimo soddisfatti da questa offerta infinita potremmo sempre scegliere di fornire noi alla ditta un nostro disegno o una nostra foto chiedendo che venga elaborata. E’ abbastanza, no?

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Non solo, grazie sempre al digitale non compriamo il motivo semplicemente così com’è: possiamo infatti personalizzarlo in base alle effettive dimensioni e proporzioni delle nostre pareti, essendo sicuri che il disegno sia in posizione giusta rispetto ad elementi come porte e finestre o placche di comandi elettrici e prese. Infine sempre grazie ad una simulazione digitale, potremo variare tono di colore, contrasto e luminosità del motivo. Una volta fatte tutte le scelte i rotoli arriveranno a casa con il loro schema di montaggio allegato.

Ed arrivati a questo punto avremo la possibilità di vedere quanto un bravo imbianchino faccia la differenza; attaccare una carta da parati è un lavoro che richiede precisione, organizzazione del lavoro, cura del dettaglio: affidarsi ad un bravo artigiano è la giusta garanzia per non perdere l’investimento fatto sul materiale.

Queste le novità artistiche, ma quelle tecniche non sono da meno. I wallcovering odierni sono ovviamente ignifughi e del tutto lavabili, resistono all’azione della luce diretta e si adattano a qualsiasi ambiente, anche al bagno.

Sicuri di volerla ancora chiamare carta da parati?

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