Parola d’ordine: ventilare!

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Abbiamo sostituito gli infissi, sono i migliori. Abbiamo isolato le pareti, ogni centimetro è protetto. E poi, appena arriva l’autunno, una mattina apri gli occhi e puntuale sul soffitto c’è di nuovo lei: la muffa!

Ma siamo sicuri di aver fatto tutto il possibile?

Quello delle muffe che crescono sulle pareti delle nostre abitazioni non è un problema da sottovalutare: non lo è non tanto da un punto di vista estetico -che pure è importante- ma soprattutto da un punto di vista sanitario. Quello che tutti chiamiamo muffa è a tutti gli effetti una autentica colonia di funghi che se non debellata potrebbe attaccare le nostre vie respiratorie, soprattutto quando dovesse proliferare in luoghi destinati alla permanenza delle persone come le camere da letto. E sono proprio le camere da letto le stanze più a rischio di insorgenza delle muffe.

Ma cosa succede davvero? Perché anche abitazioni recenti presentano questo problema? Anzi, a volte sembra proprio che questo problema attanagli le case di ultima generazione, come a beffarci di tutti i soldi che abbiamo speso per l’efficienza energetica. Il fatto è che spesso si tende a considerare un solo elemento del comfort delle abitazioni, cioè il calore, tralasciando invece un altro fattore ad esso però strettamente legato: l’umidità dell’aria.

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L’umidità contenuta nell’aria è ineliminabile: essa è il risultato della nostra stessa presenza in casa e delle nostre attività. Quando questa aria umida trova una superficie sufficientemente fredda condensa: come quando da bambini soffiavamo il nostro alito caldo sullo specchio per disegnarvi con il dito. Ma nell’aria e nelle polveri che inevitabilmente entrano nella nostra casa vivono anche dei microorganismi che in quel sottile strato di condensa trovano l’ambiente ideale per proliferare: è così che si formano le muffe.

Ma perché ho muffa nel mio nuovo appartamento?

Probabilmente ciò è dovuto ad un ponte termico: un punto cioè in cui la struttura, gli impianti o qualsiasi altro elemento costruttivo hanno compromesso la perfetta progettazione e realizzazione dell’isolamento, creando un punto debole, come un foro in una diga, nel quale però si concentra la condensa che non trova superfici altrove, moltiplicando gli effetti negativi.

La soluzione quindi è la ventilazione cioè tenere sotto controllo l’umidità dell’aria, così come facciamo con il calore, attraverso metodi attivi o passivi.

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Fra i metodi attivi vi sono gli impianti di ventilazione meccanizzata. Si tratta di impianti che fanno circolare costantemente aria tra interno ed esterno regolando in questo modo il tasso di umidità. Ma il calore? Un elemento fondamentale di questo passaggio è lo scambiatore di calore, un dispositivo cioè che mentre espelle l’aria umida all’esterno ne trattiene il calore: un metodo intelligente per non buttare il bambino con l’acqua sporca.

Impianti di questo genere richiedono ovviamente di essere progettati e realizzati in fase di costruzione o di profonda ristrutturazione. Esistono però oggi anche dispositivi passivi per il ricambio dell’aria: piccole apparecchiature che possono essere installate con opere murarie relativamente invasive e che consentono la ventilazione sempre con scambio di calore. Sul mercato sono disponibili inoltre infissi che montano a bordo sistemi di scambio dell’aria ad infisso serrato o che semplicemente permettono una chiusura intermedia sempre mantenendo al massimo la sicurezza antieffrazione.

E questo ci porta al metodo più semplice di ventilazione. Negli anni siamo stati messi così in allarme sulle perdite di calore da dimenticarci uno dei gesti più semplici e salutari: aprire le finestre. In qualsiasi stagione, aprire anche solo per pochi minuti le finestre della nostra casa non ha quasi nessun effetto sulla temperatura -perché le superfici interne sono già belle riscaldate- ma ha un enorme effetto sull’equilibrio igrometrico, cioè dell’umidità. Anche chi lascia l’appartamento la mattina presto per farvi ritorno la sera, può trovare quei pochi minuti per girare tutte le stanze aprendo le finestre, per poi passare a richiuderle: così facendo al ritorno troverà la casa in perfette condizioni, con un riscaldamento già avviato ed un’aria al giusto livello di umidità.

Semplice, economico, efficace.

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