Forte come una porcellana

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E’ curioso come a volte bastino piccole modifiche per rendere due cose tanto diverse; è il caso della porcellana e del gres. Entrambi fanno parte della grande famiglia delle ceramiche ed i processi produttivi non sono poi così diversi, ma basta partire da una base d’argilla un po’ diversa ed ecco che dal più fragile e delicato dei materiali passiamo ad uno dei più forti e resistenti fra quelli che abitano la nostra casa.

Pochi ne apprezzano a fondo le qualità, ma il gres è davvero uno dei materiali più utilizzati nelle nostre abitazioni ed uno di quelli a maggior contenuto tecnico, pur senza darlo a vedere. Oggi gli investimenti dei produttori di questo materiale (che hanno nel nostro Paese una forte tradizione, punto di riferimento anche a livello internazionale) hanno immesso e stanno immettendo sul mercato gres sempre più di qualità, con una gamma pressoché infinita di finiture ed applicazioni.

Il gres è appunto una ceramica che viene prodotta a partire da una base di argilla per poi essere portata lentamente a temperature oltre i 1200° e poi altrettanto lentamente raffreddata. Temperatura e tempi di cottura danno al gres la sua proverbiale resistenza ed ogni produttore conserva gelosamente le proprie tecniche. In questo processo paziente si giocano tutte le caratteristiche del materiale e l’attenzione anche alle piccole variazioni è maniacale, perché potrebbero sortire effetti del tutto differenti.

Ad esempio il colore e le finiture.

Oggi alla maggior parte delle piastrelle in commercio viene fornita la colorazione già nell’impasto d’argilla originario, producendo così lastre colorate in massa che anche nel caso di una scalfitura non rivelerebbero il fondo sottostante. Anche le finiture e la granulosità sono programmati prima della cottura, sempre nell’ottica di avere un prodotto inalterabile, che conservi nel tempo le proprie caratteristiche tecniche ed estetiche.

Un particolare approfondimento meritano poi le dimensioni.

La ricerca sul materiale ha portato negli ultimi anni ad un aumento delle dimensioni delle piastrelle, che ora dovremmo chiamare più propriamente lastre, come facciamo per la pietra naturale. Si producono senza difficoltà e con spessori del tutto normali lastre di 150 centimetri di lato, mentre per i formati più tradizionali sta diminuendo lo spessore a parità di resistenza.

Molte aziende si sono spinte oltre: lastre lunghe fino a tre metri spesse pochi millimetri; pensate per rivestimenti e pavimenti in situazioni particolari, come le ristrutturazioni, in cui anche pochi millimetri possono fare la differenza. Ovviamente in questo caso siamo in un campo particolare, ma chiaramente questi numeri ci danno la misura di quanto questo mondo stia lavorando a gran velocità.

E’ chiaro immediatamente come questa corsa alle dimensioni più grandi vada tutta a vantaggio della cifra estetica dell’abitazione, che in questo modo avrà pavimenti e rivestimenti che creano disegni sempre più senza soluzione di continuità.

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Non dimentichiamo infine che un buon materiale da solo non basta: serve una posa in opera di qualità e più è performante il prodotto che scegliamo, più dovremmo affidarci ad un posatore di esperienza per poterne apprezzare al massimo le potenzialità. Vale ovviamente per ogni parte della nostra abitazione, ma per il gres lo è in modo particolare perché bastano piccoli errori per rovinare un’ottima scelta.

Infine va detto che è stata proprio la grande offerta di varietà estetiche che ha decretato la fortuna di questo materiale: entrare in uno showroom per scegliere un gres può dare le vertigini, servono idee chiare, un progettista che le interpreti ed un bravo venditore che sappia guidarci nella scelta. Avremo comunque la certezza di esserci affidati ad un materiale che vivrà a lungo e senza costi di manutenzione, resistente agli urti e facile da pulire.

Non male per essere fratello della porcellana, no?

Al fuoco!

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Il fuoco è uno degli elementi che più connota l’idea di casa: già solo con la parola focolare abbiamo evocato una quantità di concetti come l’abitare, la famiglia, la socializzazione, l’alimentazione. E’ un elemento potente non c’è che dire.

Ma oggi le nostre case di fuochi non ne hanno più.

Un tempo il fuoco era indispensabile nelle case: era l’unica fonte di energia con la quale scaldare gli ambienti, l’acqua sanitaria e con la quale cucinare. Con il tempo il fuoco del camino ha smesso di essere un elemento così determinante per divenire pian piano un mero decoro: certo ancora oggi per alcuni continua ad essere una fonte di energia, ma nella maggior parte dei casi le nostre nuove abitazioni sono prive di questo elemento una volta centrale.

Perché?

Il camino non ha più la sua centralità perché oltre ad aver perso la sua funzione porta con sé una serie di malus di carattere estetico che le famiglie contemporanee non sono più disposte ad accettare. Il camino rilascerà una parte di fumi all’interno degli ambienti, fumi che inevitabilmente andranno ad annerire le pareti; la camera di fuoco, per quanto stagna, spargerà cenere sul pavimento circostante; la legna che dovremmo tenere di scorta nelle immediate vicinanze sporcherà il pavimento e costituirà un potenziale rifugio per tutta una serie di piccoli insetti.

Abbiamo deciso che non vogliamo il camino ma vogliamo ancora il fuoco: è possibile eliminare i fastidi dell’uno senza rinunciare all’altro?

Oggi la tecnologia ci viene incontro con il camino a bioetanolo.

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Si tratta di un nome sotto il quale confluiscono una grande serie di oggetti anche molto diversi fra loro, tutti accomunati dal tipo di combustibile. Il bioetanolo è un combustibile derivato dalla lavorazione degli scarti agricoli, non produce fumi né sostanze tossiche per l’organismo. Queste caratteristiche lo hanno reso il prodotto perfetto per portare di nuovo il calore del fuoco all’interno delle nostre case.

I biocamini -cioè i camini a bioetanolo- non hanno bisogno di canne fumarie e possono essere installati in qualsiasi momento ed in qualsiasi ambiente della casa; la versatilità del prodotto ha alimentato la fantasia dei designer che hanno messo sul mercato una grande quantità di oggetti dalle forme più strane e diverse, per tutte le tasche. Non solo: la semplicità di uso dei componenti per la combustione del bioetanolo consente a progettisti ed anche ai singoli clienti di progettare da sé il proprio camino, adattandolo a situazioni esistenti o creando ex-novo: nuove opportunità svincolate dalle necessità tecniche di avere canne fumarie o prese d’aria.

Una soluzione perfetta quindi, assolutamente adatta per la grande residenza come per il piccolo appartamento. Alcuni modelli possono addirittura essere trasportati, mentre altri sono idonei all’esterno, dando una dimensione di socialità ad un angolo di giardino come ad un grazioso terrazzino in città.

Va detto, come precauzione generale, che pur essendo il bioetanolo totalmente atossico ed inodore, il processo di combustione produrrà una quantità di anidride carbonica e consumerà parte dell’ossigeno presente nell’aria. E’ quindi buona norma garantire alla stanza il giusto ricambio d’aria, soprattutto per utilizzi prolungati.

Il fuoco torna a casa: pratico, semplice, pulito.