Mobili in Legno Naturale: 24 Esempi Fantastici

In questi ultimi anni, con l’esplosione delle grandi catene per l’arredamento, siamo sempre meno abituati ad avere a che fare con mobili realizzati artigianalmente, con legni pregiati ed altri materiali, in grado di suscitare sensazioni piacevoli al tatto e alla vista. La maggior parte di mobili e complementi d’arredo oggi sono realizzati in listellare, truciolare, multistrato e tamburato, e ovviamente il costo di essi è molto inferiore rispetto ai mobili realizzati in legno. Ciò che vogliamo mostrarvi in questo libro delle idee sono mobili in legni pregiati, come ebano, ciliegio, noce, bambù e tanti altri, plasmati in forme eleganti, grazie al lavoro di artigiani superbo degli artigiani, e adatti per essere introdotti in ambienti di qualsiasi stile.

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Una casa su misura

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Da decenni ormai l’industrializzazione dei processi produttivi applicata ad ogni campo ci ha abituato all’acquisto di prodotti seriali, uguali per tutti. Anche nell’arredo della casa troviamo naturale acquistare prodotti scegliendoli da un catalogo o affollando nel fine settimana i grandi punti vendita delle catene nazionali od internazionali. Oggi l’offerta è tanta e tale che quasi non ci accorgiamo di comprare un oggetto uguale a milioni di altri in tutto il mondo, e la comunicazione pubblicitaria dei grandi gruppi è molto attenta a coltivare la piacevole illusione dell’esclusività.

Ma non è stato sempre così.

Un tempo -nemmeno troppo lontano- il progetto di una casa comprendeva spesso il progetto degli arredi e rivolgersi ad un artigiano per realizzare qualsiasi pezzo si rendesse necessario era l’unica possibilità. Con il tempo la prestazione dell’artigiano ha sempre più lasciato spazio al prodotto in serie, ritirandosi su posizioni esclusive e di fascia alta.

Questo ha permesso a molte piccole realtà manifatturiere di mantenere il loro mercato e di sopravvivere ancora oggi, tramandando i saperi di bottega e resistendo alle corazzate della grande distribuzione. D’altro canto però, nella percezione comune, rivolgersi oggi ad un falegname, un fabbro o un tappezziere è sinonimo di costi altissimi ed inavvicinabili, che solo una committenza facoltosa può permettersi.

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La realtà è molto diversa.

Innanzitutto bisogna avere chiaro che un confronto va fatto fra prodotti di pari qualità. Esistono prodotti industriali di qualità indiscutibile, dai materiali ricercati e certificati, dalla manifattura complessa e con produzioni limitate: i prezzi di questi oggetti sono proporzionati a tutte queste caratteristiche ed è con questo livello manifatturiero che si debbono confrontare le opere realizzate da un artigiano. Metterle sullo stesso piano dei prodotti provenienti dai mercati globali, non ha alcun senso e svilisce una tradizione artigiana che il nostro Paese porta ancora come vanto nel mondo.

Un prodotto artigianale costa sì quindi di più, ma non così tanto come ci si aspetterebbe.

Vi è poi un secondo aspetto su cui vale la pena riflettere e cioè quello della personalizzazione.

Soprattutto oggi che il mercato immobiliare offre quadrature molto piccole degli alloggi rispetto ad alcuni anni fa, personalizzare le soluzioni di arredo significa non sprecare prezioso spazio che abbiamo pagato con grandi fatiche. Un arredo progettato e realizzato su misura, proprio come una confezione sartoriale, si adatta alle nostre esigenze sfruttando i nostri spazi, ottimizzando ogni centimetro e qualificando lo spazio che andremo ad abitare.

Sempre più quindi si ritorna a bussare alla porta del progettista e dell’artigiano, consapevoli che un piccolo sforzo economico iniziale si tramuta nel tempo in durabilità, economia degli spazi, qualità dell’abitare.

In molti casi non è nemmeno necessario fare molta strada: magari un laboratorio è dietro casa nostra e nemmeno lo sappiamo, presi come siamo a macinare chilometri per raggiungere il centro commerciale più vicino. E per fare cosa? per comprare quella cassettiera che non entrerà mai precisa in quella nicchia e che una volta montata ci darà quel sottile senso di deja-vu.

Su misura non è un vezzo, un lusso per pochi: è una mossa intelligente.

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Al fuoco!

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Il fuoco è uno degli elementi che più connota l’idea di casa: già solo con la parola focolare abbiamo evocato una quantità di concetti come l’abitare, la famiglia, la socializzazione, l’alimentazione. E’ un elemento potente non c’è che dire.

Ma oggi le nostre case di fuochi non ne hanno più.

Un tempo il fuoco era indispensabile nelle case: era l’unica fonte di energia con la quale scaldare gli ambienti, l’acqua sanitaria e con la quale cucinare. Con il tempo il fuoco del camino ha smesso di essere un elemento così determinante per divenire pian piano un mero decoro: certo ancora oggi per alcuni continua ad essere una fonte di energia, ma nella maggior parte dei casi le nostre nuove abitazioni sono prive di questo elemento una volta centrale.

Perché?

Il camino non ha più la sua centralità perché oltre ad aver perso la sua funzione porta con sé una serie di malus di carattere estetico che le famiglie contemporanee non sono più disposte ad accettare. Il camino rilascerà una parte di fumi all’interno degli ambienti, fumi che inevitabilmente andranno ad annerire le pareti; la camera di fuoco, per quanto stagna, spargerà cenere sul pavimento circostante; la legna che dovremmo tenere di scorta nelle immediate vicinanze sporcherà il pavimento e costituirà un potenziale rifugio per tutta una serie di piccoli insetti.

Abbiamo deciso che non vogliamo il camino ma vogliamo ancora il fuoco: è possibile eliminare i fastidi dell’uno senza rinunciare all’altro?

Oggi la tecnologia ci viene incontro con il camino a bioetanolo.

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Si tratta di un nome sotto il quale confluiscono una grande serie di oggetti anche molto diversi fra loro, tutti accomunati dal tipo di combustibile. Il bioetanolo è un combustibile derivato dalla lavorazione degli scarti agricoli, non produce fumi né sostanze tossiche per l’organismo. Queste caratteristiche lo hanno reso il prodotto perfetto per portare di nuovo il calore del fuoco all’interno delle nostre case.

I biocamini -cioè i camini a bioetanolo- non hanno bisogno di canne fumarie e possono essere installati in qualsiasi momento ed in qualsiasi ambiente della casa; la versatilità del prodotto ha alimentato la fantasia dei designer che hanno messo sul mercato una grande quantità di oggetti dalle forme più strane e diverse, per tutte le tasche. Non solo: la semplicità di uso dei componenti per la combustione del bioetanolo consente a progettisti ed anche ai singoli clienti di progettare da sé il proprio camino, adattandolo a situazioni esistenti o creando ex-novo: nuove opportunità svincolate dalle necessità tecniche di avere canne fumarie o prese d’aria.

Una soluzione perfetta quindi, assolutamente adatta per la grande residenza come per il piccolo appartamento. Alcuni modelli possono addirittura essere trasportati, mentre altri sono idonei all’esterno, dando una dimensione di socialità ad un angolo di giardino come ad un grazioso terrazzino in città.

Va detto, come precauzione generale, che pur essendo il bioetanolo totalmente atossico ed inodore, il processo di combustione produrrà una quantità di anidride carbonica e consumerà parte dell’ossigeno presente nell’aria. E’ quindi buona norma garantire alla stanza il giusto ricambio d’aria, soprattutto per utilizzi prolungati.

Il fuoco torna a casa: pratico, semplice, pulito.

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