Una casa senza mattoni

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L’idea che gli edifici siano fatti di mattoni è talmente forte nella nostra cultura che la parola mattone è sinonimo stesso di casa: ad essa associamo i concetti di solidità, stabilità e permanenza. La forza di quest’immagine è indiscussa ed ha prodotto e produce effetti su tutto il nostro modo di intendere la casa. Ad esempio, a ben vedere, questi concetti hanno fatto del mattone un investimento economico a lungo termine nel quale tutti sappiamo di poter fare affidamento, per i nostri risparmi certo, ma prima di tutto sotto l’aspetto psicologico. Anche dopo oltre un secolo di edifici in cemento armato, nel nostro immaginario la casa è un oggetto che viene costruito strato dopo strato, mattone dopo mattone appunto.

Ma non esistono solo le case in mattoni: altre culture ed altri paesi hanno sviluppato tecniche diverse per costruire le proprie case, a seconda dei materiali disponibili, dell’ambiente e del clima o delle condizioni economiche;  oggi grazie alla standardizzazione dei sistemi produttivi possiamo attingere al meglio che queste culture hanno prodotto per innalzare il livello delle prestazioni delle nostre abitazioni.

La costruzione a secco è uno di questi metodi; dopo lunghi anni di diffidenza ed anche di incultura, lentamente sta prendendo piede alle nostre latitudini, grazie ad una generazione di progettisti preparata ed anche ad esigenze concrete di riuso del patrimonio edilizio esistente.

Letteralmente costruire a secco significa erigere un edificio senza usare elementi gettati o incollati in opera come le strutture in cemento armato o i tamponamenti in laterizio, ma ricorrendo a parti prefabbricate ad hoc ed assemblate in cantiere. I materiali dominanti di questo metodo costruttivo sono senza dubbio l’acciaio ed il legno; entrambi uniscono alle caratteristiche di leggerezza e di resistenza la facilità con cui si prestano ad essere preconfezionati ed assemblati.

Quindi costruire a secco significa considerare la casa come un grande LEGO fatto di parti da mettere assieme con facilità, ma cosa vuol dire questo in termini di prestazioni, tempi e costi?

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Innanzi tutto vuol dire realizzare una casa in cui ogni dettaglio è stato ponderato in fase di progetto e verificato durante la prefabbricazione, eliminando al massimo le possibilità di errore sul sito. L’errore umano, si sa, è sempre dietro l’angolo ed evitare scelte estemporanee è sempre un ottimo metodo per la buona riuscita di un cantiere. Anche nel caso in cui però, per qualsiasi motivo, dovessimo tornare sui nostri passi, la reversibilità di una opera realizzata in questo modo è sicuramente maggiore di altre. Un errore o una modifica in un edificio in cemento armato ci costringerebbero a distruggere letteralmente parte di quanto abbiamo appena costruito, nella costruzione a secco ci limiteremmo invece a rimuovere gli elementi che abbiamo posato: e tra smontare e demolire c’è un abisso.

Non abbiamo inoltre tempi morti in cantiere: non è necessario aspettare asciugature o maturazioni del cemento, le squadre possono lavorare con tempi serrati, a vantaggio della durata dei lavori e dei costi ad essa connessi.

Da un punto di vista termoacustico poi un edificio costruito a secco offre meno punti deboli; è più facile cioè risolvere quelli che i progettisti chiamano “ponti”: porzioni delle pareti esterne dove la schermatura al calore o al rumore sono più deboli a causa della struttura. Le dimensioni ridotte delle strutture in acciaio o la natura stessa di quelle in legno ci sollevano dal dover pensare a questo tipo di problema.

Oltre che ad essere quindi un metodo consigliato in generale, la costruzione a secco si impone nei casi di ristrutturazione con sopraelevazione, come spesso succede quando ad esempio si vogliano sfruttare le potenzialità offerte dal cosiddetto Piano casa. La costruzione a secco, sia essa in struttura di acciaio o legno, è di gran lunga più leggera della costruzione tradizionale e diventa quindi l’unico modo per realizzare in sicurezza la nuova volumetria senza gravare sui piani sottostanti.

Infine oltre che al calendario ed al portafoglio la casa a secco fa bene l’ambiente: standardizzare gli elementi ed i processi costruttivi, limitare gli scarti ed il trasporto di materiale è un beneficio immenso in termini di impatto ambientale. Spesso parlando di edifici a basso impatto pensiamo sempre ai consumi di energia in fase di esercizio; gran parte dell’impronta ambientale delle nostre case invece è spesa in fase di costruzione ed anche a questi termini dovremo far sempre maggiore attenzione nel prossimo futuro.